C’è una malattia che colpisce milioni di donne e che, ancora oggi, resta troppo spesso invisibile, sottovalutata e non riconosciuta in tempo: è l’endometriosi. Proprio per accendere i riflettori su questa patologia e promuovere una maggiore consapevolezza, il 22 aprile, in occasione della Giornata nazionale della Salute della donna, si è svolto a Ragusa un importante momento di confronto e sensibilizzazione.
Un’iniziativa significativa, promossa dalla Consulta Femminile del Comune di Ragusa in collaborazione con l’associazione “Oltre ogni silenzio”, sostenuta da Federsanità ANCI Sicilia, da sempre impegnata nella promozione della salute e nella diffusione della cultura della prevenzione sui territori.
Ad aprire i lavori è stata la Presidente della Consulta Femminile, Gianna Miceli, che ha ribadito con forza la necessità di portare alla luce una patologia tanto diffusa quanto ancora poco conosciuta, sottolineando l’importanza di informazione, prevenzione e diagnosi precoce. Un segnale importante è arrivato anche dalla presenza delle istituzioni, tra cui la Prefetta di Ragusa Tania Giallongo, il Sindaco Giuseppe Cassì, il Presidente regionale e Vicepresidente nazionale di Federsanità ANCI Giovanni Iacono, l’Assessora alle Pari Opportunità Elvira Adamo e la direttrice sanitaria dell’ASP di Ragusa Sara Lanza. Una partecipazione significativa che evidenzia quanto sia urgente affrontare una patologia così invalidante, capace di incidere profondamente sulla qualità della vita delle donne.
Dal punto di vista scientifico, la dottoressa Luana Mandarà, genetista dell’ASP di Ragusa, ha illustrato la natura multifattoriale dell’endometriosi, spiegando come la malattia derivi da una combinazione complessa di fattori genetici, ambientali, immunitari ed epigenetici.
L’endometriosi si manifesta attraverso la presenza di tessuto endometriale al di fuori della sua sede naturale, con formazione di lesioni e cisti, spesso accompagnate da dolore intenso e persistente, che può compromettere profondamente la quotidianità. La componente genetica, pur non essendo determinante da sola, può rappresentare un fattore di predisposizione.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al ruolo dell’infiammazione cronica e delle alterazioni del sistema immunitario, elementi che rendono ancora più complesso il quadro clinico e che richiedono un approccio multidisciplinare. In questo contesto, la diagnosi precoce resta uno strumento fondamentale per migliorare la qualità della vita e ridurre i tempi, ancora troppo lunghi, di riconoscimento della malattia.
La dottoressa Nella Aragonese, ginecologa dell’ASP di Ragusa, ha riportato l’attenzione sull’esperienza concreta delle pazienti, sottolineando un concetto chiave: il dolore non è normale. Troppo spesso, infatti, i sintomi vengono sottovalutati o considerati parte inevitabile del ciclo mestruale.
L’endometriosi può coinvolgere diversi organi – ovaie, utero, tube, intestino, peritoneo e vescica – manifestandosi con sintomi complessi che vanno ben oltre la dismenorrea. Da qui l’importanza di un ascolto attivo da parte dei professionisti sanitari: riconoscere i segnali, non minimizzare il dolore e dare credibilità alle pazienti è fondamentale per ridurre i tempi diagnostici.
A dare voce alla dimensione più umana della malattia è stata Morena Licitra, presidente dell’associazione “Oltre ogni silenzio”, che convive con l’endometriosi. La sua testimonianza ha raccontato il dolore quotidiano, la difficoltà di ottenere una diagnosi e la fatica di sentirsi credute.
Un contributo importante è arrivato anche dalla nutrizionista Alessandra Cascone, che ha evidenziato il ruolo dell’alimentazione e dello stile di vita nella gestione dei sintomi. Una dieta equilibrata, ricca di alimenti antinfiammatori, può rappresentare un valido supporto alle terapie mediche.
Infine, la dottoressa Tiziana Baglieri ha approfondito gli aspetti psicologici della patologia, sottolineando come l’endometriosi incida profondamente anche sulla sfera emotiva e relazionale.
Rompere il silenzio sull’endometriosi non è solo una priorità sanitaria, ma un impegno sociale e culturale. In questo percorso, il supporto di Federsanità ANCI Sicilia rappresenta un elemento fondamentale per promuovere iniziative di sensibilizzazione, rafforzare la rete tra istituzioni e territorio e contribuire a costruire una sanità sempre più attenta ai bisogni delle persone.
L’iniziativa promossa a Ragusa rappresenta l’inizio di un percorso che mette al centro la salute delle donne, il diritto alla diagnosi precoce e alla cura. Perché nessuna donna debba più affrontare il dolore in silenzio e perché prendersi cura delle donne significa prendersi cura dell’intera comunità.

